diritti e sociale 

Senza dimora, Sant’Egidio ricorda Pietro Magliocco e le vittime della strada: domenica liturgia alla SS. Annunziata

A 33 anni dalla morte di Pietro Magliocco, la Comunità di Sant’Egidio promuove domani una celebrazione nella basilica della SS. Annunziata del Vastato. Durante la liturgia saranno letti i nomi delle persone senza dimora morte a Genova nel corso degli anni: sette i decessi registrati nell’ultimo anno

Domani, domenica 22 febbraio alle 11.30, nella basilica della SS. Annunziata del Vastato, volontari e persone senza fissa dimora si ritroveranno per un momento di preghiera e memoria dedicato a chi ha perso la vita vivendo in strada. La celebrazione sarà presieduta da don Maurizio Scala e sarà anche un’occasione per ricordare, a 33 anni dalla sua scomparsa, Pietro Magliocco, una delle prime persone incontrate dalla Comunità di Sant’Egidio durante il servizio serale a Genova.

La figura di Pietro Magliocco è rimasta un riferimento simbolico per l’impegno della comunità verso i più fragili. Dormiva nella stazione ferroviaria di Sampierdarena e, malato di polmonite da alcuni giorni, morì nella notte dell’11 febbraio 1993, poche ore dopo il ricovero in ospedale. Aveva 57 anni. Intorno alla sua memoria, negli anni, è cresciuta una rete di solidarietà che a Genova coinvolge volontari di diverse età, impegnati nelle uscite serali nelle stazioni e negli altri luoghi frequentati da chi vive senza casa.

Durante la liturgia verranno letti i nomi delle persone morte in strada, in un gesto che vuole restituire dignità e volto a storie spesso dimenticate. Il dato più recente, ricordato da Sant’Egidio, parla di sette decessi avvenuti a Genova nel 2025. Accanto all’aiuto immediato, con distribuzione di cibo, bevande calde, coperte e sacchi a pelo, negli anni sono stati avviati anche percorsi di accoglienza e soluzioni alternative alla strada, per favorire recupero e reinserimento sociale.

La celebrazione di domenica si inserisce in un percorso che unisce memoria, vicinanza concreta e sensibilizzazione, rilanciando l’attenzione pubblica su una fragilità che resta presente in città e che chiama in causa istituzioni, volontariato e comunità.


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